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LOCATION: Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna, Santa Croce 2076, Venezia
Roberto Sebastián Antonio Matta Echaurren (Santiago del Cile, 1911 - Civitavecchia, 2002) è stato uno degli artisti più influenti del XX secolo, eppure il suo straordinario talento non ha ricevuto i riconoscimenti che merita. La mostra a Ca’ Pesaro, basata su due capolavori dell’artista custoditi nel museo, si propone di evidenziare non solo la sua straordinaria maestria pittorica, ma anche l’ampiezza e la profondità del suo pensiero e della sua produzione artistica. Matta è stato un instancabile pittore e disegnatore, capace di esprimersi anche attraverso materiali come argilla, legno e metallo.
La carriera di Matta iniziò con gli studi di architettura in Cile, che lo portarono successivamente a lavorare nell’atelier di Le Corbusier a Parigi. Amava definirsi architetto, un’identità che riaffiora anche in uno dei suoi ultimi progetti: una casa su palafitte costruita con scocche di Fiat 500. Nei suoi dipinti, Matta esplorava una vasta gamma di temi e concetti, spaziando tra scienza, cultura e filosofia. La sua arte rifletteva anche un forte impegno politico: pur rifiutando il realismo socialista, difese con forza i diritti democratici e umanitari. Questa sintesi unica di idee e forme continua a ispirare generazioni di artisti contemporanei.
Matta trovò nel Surrealismo, e in particolare nell’automatismo, la libertà per sviluppare un linguaggio visivo unico. Insieme al suo amico Gordon Onslow-Ford, fu uno degli ultimi esponenti di questo movimento prima della Seconda Guerra Mondiale. André Breton riconobbe il suo contributo fondamentale per aver rivitalizzato il Surrealismo. Negli anni ’40, Matta esercitò un’influenza decisiva sugli espressionisti astratti americani, pur rimanendo fuori dalle polemiche tra astrazione e figurazione. Questa capacità di superare le categorizzazioni rende la sua opera attuale e rilevante ancora oggi.
“Credo che prima di ogni altra cosa abbiamo bisogno di un’immagine della società, un’immagine dell’economia, che ci aiuti a vedere dove siamo. Così come abbiamo bisogno di fare riferimento alle mappe per localizzarci nello spazio, dobbiamo trovare un modo per rappresentare la nostra posizione nella storia…” (Matta, 1984). Questa visione riflette il profondo impegno dell’artista nel comprendere e rappresentare il mondo attraverso la sua arte.
Dal 1985, anno della retrospettiva al Centre Pompidou, fino alla mostra di Amburgo del 2012-2013, sono stati pochi i progetti dedicati a celebrare la complessità di Matta. La nuova esposizione a Ca’ Pesaro si propone di colmare questa lacuna, esplorando temi che attraversano tutta la sua produzione: dall’architettura alla scienza, dalla letteratura alla linguistica, fino a politica, matematica, umorismo ed erotismo. Un’occasione unica per scoprire la genialità di un artista che ha saputo spingersi oltre i confini dell’arte tradizionale.