Wild Horse Nine di Martin McDonagh

Wild Horse Nine di Martin McDonagh

John Malkovich magnifico

Standing Ovation tra le più lunghe della storia del Festival, Malkovich commosso

Wild Horse Nine si posiziona immediatamente come candidato ideale al Leone d’Oro.
Indubbiamente, indipendentemente da come finirà il Festival di Venezia, il film è potente e Malkovich magnifico e già si specula sulle possibili candidature l’Oscar.

Diretto dal premio Oscar® Martin McDonagh (In Bruges- La coscienza dell’assassino, 7 piscopatici, Tre manifesti a Ebbing, Missouri, gli Spiriti dell’Isola), WILD HORSE NINE vede protagonisti il due volte candidato all’Oscar® John Malkovich (Le Stagioni del Cuore, Nel Centro del Mirino), il premio Oscar® Sam Rockwell (‘Fosse/Verdon,’ “Tre manifesti a Ebbing, Missouri”, “Vice- L’uono nell’ombra”), Steve Buscemi (“Fargo”, “Ghost World”), Mariana Di Girólamo (“Ema”, “El Jockey”), Ailín Salas (“El Secreto”, “Monzón”), insieme a Tom Waits (“7 psicopatici”) e Parker Posey (“White Lotus”).

Wild Horse Nine è il quinto lungometraggio dello sceneggiatore e regista premio Oscar Martin McDonagh ed è incentrato su un’amicizia plasmata da decenni di segreti, lealtà e compromessi morali. Nel film, Chris (John Malkovich, candidato all’Oscar) e Lee (Sam Rockwell, premio Oscar) – agenti veterani della CIA la cui carriera si è svolta all’ombra della politica della Guerra Fredda – arrivano sull’Isola di Pasqua portandosi dietro il peso di un passato lungamente condiviso e, sebbene fuori servizio, con secondi fini che non rivelano nemmeno l’uno all’altro.

John Malkovich and Sam Rockwell in WILD HORSE NINE. Photo by Searchlight Pictures/Diego Araya Corvalán, Courtesy of Searchlight Pictures. © 2026 Searchlight Pictures. All Rights Reserved.

Ambientata in Cile nel 1973, la storia si svolge nei mesi di grande tensione che precedono il colpo di Stato militare che avrebbe rovesciato Salvador Allende, presidente democraticamente eletto. Mentre le forze politiche si radunano sul continente, Chris e Lee vengono inviati da Santiago nella remota e isolata Isola di Pasqua, un avamposto vulcanico a più di 2.000 miglia nell’Oceano Pacifico. Una volta sull’Isola di Pasqua, i due intraprendono percorsi segreti diversi: Chris riflette sulle sue scelte di vita e sulla sua carriera attraverso un dittafono e le registrazioni in Super 8 mm di Lee, mentre Lee cerca di conciliare le direttive di MJ che lo pongono proprio al centro del destino di Chris.

Sam Rockwell and John Malkovich in WILD HORSE NINE. Photo by Searchlight Pictures/Diego Araya Corvalán, Courtesy of Searchlight Pictures. © 2026 Searchlight Pictures. All Rights Reserved.

Il fulcro emotivo del film, tuttavia, risiede nel rapporto tra Chris e Lee. Chris sta giungendo al termine della sua carriera dopo anni trascorsi a svolgere operazioni sotto copertura in tutto il mondo. Lee, dal canto suo, gli rimane profondamente fedele come amico, collega e, a volte, riluttante custode.

L’affetto tra questi due uomini, ecco il cuore della storia”, afferma McDonagh.

Rockwell descrive la premessa con il suo caratteristico umorismo schietto, definendolo «un film su due idioti bianchi over 50 che vanno all’Isola di Pasqua per godersi un’ultima avventura e ne nascono un sacco di guai». Ma sotto l’umorismo nero del film si nasconde un asse emotivo più profondo.

Equilibrio tra umorismo e intensità emotiva caratterizza da tempo la narrazione di McDonagh. Come descrive Malkovich, lo stile del regista spesso tocca da vicino le corde emotive.

Diana Barrows & Enrico Marotta