“Qualsiasi cosa io faccia nella mia vita creativa nasce con la musica. Negli ultimi quindici anni ho raccolto materiali, riprese di concerti e interviste che testimoniano la mia carriera meno nota di musicista. È un film sulla narrazione, sulla performance, sull’integrità artistica, sulla determinazione e sulla gioia”.
Nel 1970 accaddero due cose: Russell Crowe è entrato per la prima volta sul set di un film… e i suoi genitori gli hanno regalato una chitarra. “Tutto inizia con la musica. Tutto nella mia vita di persona creativa, in realtà inizia con la musica.
In What Love Builds, Crowe ci regala un soliloquio ambientato nella sua colonna sonora, forgiata su a tutta la vita. Rivelatore, intimo e profondamente personale, offre una vera visione di cosa forma l’uomo in modo creativo: la musica e la recitazione sono entrambe intrinseche e interconnesse, combinando narrazione e performance. What Love Builds è un’immersione rara e profonda nel ispirazioni dietro questo artista leggendario ed enigmatico.
Con filmati e fotografie d’archivio e mai visti prima, What Love Builds prende accompagnarci in un viaggio tra spettacoli di strada, pub, discoteche e palcoscenici teatrali da tutto il mondo. Da Kilda a Siena, da Pompei a Dublino passando per il Glastonbury Festival e il Whiskey a Go Go.
È una di quelle esperienze che lascia un segno indelebile. Come affermano i titoli di coda, questo film deve essere riprodotto ad alto volume!
Russel Crowe racconta la genesi di questa opera: “Ho iniziato a pensare a questo documentario circa quindici anni fa ed inizalmente ho pensato cje ci sarebbe voluto un anno a realizzarlo ma mentre ci lavoravo continuavano a venire fuori altri impegni e così aspettavo, aspettavo ed aspettavo ed alla fine sono trascorsi quindici anni quando poi ci siamo effettivamente seduti ad un tavolo per parlarne. Avevamo tantissimo girato, oltre 5000km (18 milioni di ft.), è stata veramente una impresa titanica cercare di trarne una sorta di narrazione e la mia intenzione è trovare delle differenze tra la musica e la recitazione, ed è questo che cerco di spiegare ma in realtà sono cose che hanno molto a che vedere una con l’altra, non ci sono differenze, sono interconnesse proprio perché vengono entrambe dalla stessa fonte creativa
Un aspetto che ama della musica è il rapporto con il pubblico, il documentario cerca di spiegarlo: “Tutto quello che io faccio in quanto attore ha molto a che vedere con il mio rapporto con il pubblico, riconosco la potenza dell’audience e quanto possa influenzare sia nella musica che cinema.”
Rispondendo alla domanda se potesse rivedere la sua carriera, cosa sceglierebbe attore o musicista di fama mondiale? Cosa sognava da piccolo?:
“..In realtà non si è trattato di una vera scelta ma ho seguito le opportunità che mi si erano presentate, non avevo un piano, ancora oggi non ho un piano, e faccio veramente quello che per me è importante fare, sopratutto i progetti verso i quali sento un legame, quindi in realtà non vorrei cambiare nulla della carriera che ho avuto fino ad oggi, perché anche nei momenti più bui ho potuto imparare moltissimo e quindi sono assolutamente contento che alla mia età possa ricevere ancora proposte e di lavorare così tanto. Sono il tipo di persona che pensava di poter realizzare un unico film e non pensavo che poi mi avrebbero proposto di realizzarne un secondo e quindi penso che ancora lavoro perché parto da una prospettiva molto pura e credo molto ad i progetti a cui prendo parte sempre con entusiasmo e passione per quello che faccio. Rimango costantemente sorpreso dalla possibilità di continuare a poter fare ciò che amo.”
Racconta divertito della sua recente scoperta di essere anche italiano:
“Ho scoperto recentemente di avere anche delle radici italiane, L’antenato Luigi Ghezzi, ad un certo punto si è sposato con una donna irlandese a Città del Capo e si erano poi trasferiti in Australia.”
Sul tema della libertà di scelta nell’ambiente hollywoodiano: “Credo di aver reso noto dal principio di non aver mai gestito molto bene il rapporto con Hollywood, c’è voluto tempo perché molte persone realizzassero che non sono americano e quindi non provengo da quella cultura e quindi il mio “umorismo” mi ha creato problemi diverse volte perché a noi piace essere molto diretti e questo diciamo non viene sempre apprezzato in questo ambiente.
È un po’ come ho già detto, io devo fare quello che mi sento veramente, quello che per me è necessario fare, quindi posso leggere un centinaio di sceneggiature ma alla fine farò solamente quelli che sento importanti per me, solamente quando sento veramente la sensazione di doverlo fare, necessario dal punto di vista emotivo. …Quindi, magari non è il modo migliore di costruirsi una carriera, ma è il modo giusto per me.”
Il festival di VENEZIA
“Mentre eravamo a fine lavorazione di questo film, ho pensato: la cosa più bella sarebbe presentare questo film a Venezia, proprio perché ho partecipato a moltissimi festival del cinema ma quello più divertente in assoluto è proprio Venezia perché trovo che ci sia una profonditò, l’amore del pubblico che quando ama veramente qualcosa lo si capisce. Nella mia agenda fitta di impegni che mi hanno comunque impedito la partecipazione ad altri festival che mi avevano richiesto, c’era un piccolo spazio vuoto e quindi ho parlato con il regista Muccino che mi ha dato l’indirizzo di Alberto Barbera a cui ho scritto posso mandartelo? Ha risposto di sì e quindi abbiamo passato il processo di selezione e siamo stati invitati a questo che ritengo il posto migliore per mostrare qualcosa che è anche molto intimo e personale. Credo proprio che Venezia si il posto perfetto, ideale,”
Parlando di “sogni nel cassetto” dice divertito: “i miei cassetti in realtà sono tutti pieni, credo sia questo il motivo per cui ogni giorno vivo con grande energia perché dal punto di vista creativo ho solo iniziato, ci sono ancora moltissime cose che vorrei fare. Adesso che sto invecchiando ho iniziato a pensare quante estati avrò da vivere e quindi sto pensando che mi piace passare molto tempo qui in europa, vicino ad i miei figli e quindi sempre di più faccio delle scelte che mi portano vicino ad i miei figli piuttosto che su un set cinematografico.”
Tornando alla musica, controllate le date, nel 2027 torneremo in tour in Europa! Ad oggi sono previste tappe in Romania, Bulgaria. Turchia, Polonia, Estonia, Lituania, Svizzera, Croazia, Ungheria ed Austria.
Diana Barrows & Enrico Marotta