Una Biennale di Architettura che si concentra su periferie, riuso e reciclo, e progetti atti a far vivere meglio in luogo caratterizzati da forte degrado
Il Concept della
Biennale di Architettura 2016 REPORTING FROM THE FRONT si focalizza sulle
periferie, luoghi attraversati da fenomeni complessi e spesso caratterizzati da degrado sociale, sull'inquinamento e sulla sostenibilità, dando ampio spazio alle opportunità offerte dal riciclo e dal riuso. Obiettivo, per il
curatore cileno Alejandro Aravena, è concentrarsi non sule icone del mondo dell'architettura e sui loro progetti avveniristici, bensì su esempi di
progetti già realizzati in cui sia evidente la cooperazione tra architettura, esigenze ambientali e sociali.
L'Architettura deve essere un
ponte tra problemi e soluzioni. Dallo spettacolare
Padiglione Centrale ai Giardini e fino all’Arsenale, con ben
88 partecipanti provenienti da 37 paesi (di questi 50 sono presenti per la prima volta, e 33 sono gli architetti under 40) è dato largo spazio, per esempio, a tutti quelle
realizzazioni accomunate dall’essere concretamente uno strumento che si prende cura delle comunità e che cura i loro bisogni, innestando azioni sperimentali di condivisione, di mutuo soccorso, di autocostruzione, di socializzazione, di educazione. Ed è proprio a uno di questi progetti è stato assegnato il
Leone d’oro per il miglior partecipante alla 15. Mostra REPORTING FROM THE FRONT: Il Gabinete de Arquitectura (Solano Benítez; Gloria Cabral; Solanito Benítez – Paraguay) ha ricevuto il premio per aver messo insieme materiali primari, semplicità strutturale e lavoro non qualificato, per portare la qualità dell’architettura a comunità che ne erano escluse.
La
15.Biennale di Architettura si concentra anche e soprattutto sul riciclo. Esempio lampante è
l’ingresso dell’Arsenale realizzato con il materiale di recupero della Biennale 2015: 10 mila Mq di cartongesso e 14 chilometri di strutture metalliche che svolgono un ruolo di avanguardia visiva.
E c'è chi è molto provocatorio. La
Germania ha ottenuto dalla soprintendenza il nulla osta per abbattere alcune pareti del suo padiglione, costruito dall’architetto di Hitler, Albert Speer, nel 1938. L’abbattimento dei muri è una metafora: come la fine del Muro di Berlino nel 1989 diede avvio a una nuova stagione europea, così questo vuole dare simbolicamente una spinta alla c
ostruzione di una Europa aperta, senza muri (al Brennero), senza frontiere. Al suo interno, la mostra
Making Heimat: si viene accolti da una serie di poltroncine rosse come si fosse al cinema. sulle pareti sono appese grandi fotografie che mostrano i progetti dei quartieri stanziali già costruiti per ospitare il milione di rifugiati arrivati quest'anno.
I temi della
Biennale di Architettura saranno poi ampiamente discussi nei
Meetings on Architecture, un programma di appuntamenti sui temi e i fenomeni presentati in Mostra, che si svolgerà durante tutto il periodo di apertura e vedrà la partecipazione degli architetti e dei protagonisti di
REPORTING FROM THE FRONT curata da Alejandro Aravena.
Orari:
Venezia, Giardini – Arsenale, 28 maggio > 27 novembre 2016
Orario: 10.00 – 18.00
Orario: 10.00 – 20.00 sede Arsenale – venerdì e sabato fino al 24 settembre
Chiuso il lunedì (escluso lunedì 30 maggio, 5 settembre, 31 ottobre e 21 novembre 2016)
Biglietto 48h: 30€