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Decisamente poco apprezzato da pubblico e critica il film di Terrence Malick, "To the wonder" presentato domenica alla 69.Mostra Internazionale di Arte Cinematografica di Venezia. Dialoghi scarsissimi, molto silenzio, pervadono la pellicola, che è però qui affidata ad alcuni attori forse non abbastanza espressivi. Il regista non si è presentato in conferenza, come sempre non ama le apparizioni pubbliche, ma ad aggravare la situazione non c’erano nemmeno i due più importanti protagonisti maschili: Ben Affleck e Javier Bardem. Una domenica quasi priva di divi, se non fosse per Pierce Brosnan, venuto al seguito della nuova commedia di Susanne Bier "Love is all you need" (Fuori Concorso)
E dopo un lunedì un po’ in sordina, oggi valanga di applausi per Kim Ki Duk e per il suo Pietà, che si candida ufficialmente tra i più quotati (insieme al film di Daniele Ciprì "E' stato il figlio") a vincere il Leone d’oro di quest’anno. Un film duro e violento che il cineasta , presente a Venezia in conferenza stampa, dedica "a tutta l'umanita' perche' stiamo vivendo un momento di crisi profonda dovuta al capitalismo” . La lunga vicenda dello strozzino Kang-do (Lee Jung-jii) e della donna misteriosa Mi-sun (Cho Min-soo), raccontata in Pietà, provocano nello spettatore una valanga di sentimenti, dal dolore all'odio, dalla vendetta all'amore materno, dalla pieta' al perdono. Il vero protagonista è però sempre il morboso interesse rivolto dagli esseri umani al denaro: solo nella comprensione della vera l'essenza dell’umanità c’è la possibile salvezza, anche e soprattutto attraverso il recupero di determinati valori".