Gaetano d’Espinosa dirige l’Orchestra del Teatro La Fenice ?>

Gaetano d’Espinosa dirige l'Orchestra del Teatro La Fenice

Dal: 23-02-2012 Al: 23-02-2012
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24 e 26 febbraio 2012 Teatro Malibran Settimana densa di appuntamenti per la stagione sinfonica 2011-2012 del Teatro La Fenice: dopo i concerti diretti da Stefano Montanari e da Antonello Manacorda della scorsa settimana, venerdì 24 febbraio 2012 alle ore 20.00 (turno S), con replica domenica 26 alle 17.00 (turno U), sarà la volta di Gaetano d’Espinosa, che al Teatro Malibran dirigerà l’Orchestra del Teatro La Fenice in un programma di musiche di Giovanni Mancuso, Johann Sebastian Bach e Wolfgang Amadeus Mozart. Il concerto si aprirà con la prima esecuzione assoluta di War ein großes Genie… nell’orecchio di Gottfried Heinrich Bach, un brano per orchestra commissionato dalla Fondazione Teatro La Fenice al compositore veneziano Giovanni Mancuso nell’ambito del progetto «Nuova musica alla Fenice». Seguirà la Suite per orchestra n. 4 in re maggiore BWV 1069 di Johann Sebastian Bach, terzo appuntamento con l’integrale delle quattro Suite di Bach, e nella seconda parte della serata la Sinfonia n. 41 in do maggiore KV 551 di Wolfgang Amadeus Mozart, detta Jupiter. La pomeridiana di domenica 26 febbraio 2012 rientra nell’iniziativa «La Fenice per la provincia» rivolta ai residenti nella provincia di Venezia e promossa in collaborazione con l’amministrazione provinciale veneziana. Con War ein großes Genie… nell’orecchio di Gottfried Heinrich Bach giunge a conclusione la rassegna di nuove commissioni ispirate alla musica di Johann Sebastian Bach con cui la Fondazione Teatro La Fenice ha voluto ribadire la centralità, nella sua programmazione, del dialogo tra tradizione classica e musica del presente. Dopo Filippo Perocco e Paolo Marzocchi, il veneziano Giovanni Mancuso (1970-), fondatore del Laboratorio Novamusica e attivo in tutta Europa come autore, pianista e direttore, è il terzo giovane compositore italiano scelto dalla Fenice per cimentarsi attraverso l’eredità bachiana con la scrittura sinfonica contemporanea. Il suo brano prende spunto dalla figura di Gottfried Heinrich Bach, primogenito del matrimonio di Bach con Anna Magdalena, gravemente autistico eppure straordinario improvvisatore creativo al clavicembalo: «un vero genio che non poté svilupparsi» secondo il fratello Carl Philipp Emanuel. Immaginando quale potesse essere la percezione che l’idiot-savant di casa Bach aveva della musica del padre, Mancuso propone l’ascolto di una sorta di distorsione percettiva dove affiorano gli echi del laboratorio musicale bachiano, con frammenti dalla Johannes Passion, dal Clavierbüchlein vor Anna Magdalena Bach e dai Verschiedene Canones BWV 1087 filtrati attraverso il prisma, in bilico tra demenza e genialità, dell’orecchio di Gottfried Heinrich. Scritte tra il 1720 e il 1739, le quattro Suite per orchestra BWV 1066-1069 di Johann Sebastian Bach – le uniche arrivate a noi di una serie sicuramente assai più ampia – sono probabilmente composizioni occasionali destinate a eventi di intrattenimento alla corte di Köthen (dove Bach fu Kapellmeister dal 1717 al 1723) o alla Thomasschule di Lipsia (dove Bach insegnò dal 1723 in poi). La loro struttura, caratterizzata da una successione di brani in tempo di danza, fa infatti pensare a composizioni destinate alle cerimonie pubbliche e agli intrattenimenti della corte, anche se alcuni elementi filologici spingono a posticiparne la datazione al periodo di Lipsia. La Suite n. 4, verosimilmente composta prima del 1725, si articola in cinque movimenti: Ouverture, Bourrée I e II, Gavotte, Menuet I e II e un movimento finale intitolato Réjouissance, a riprova del carattere festivo della composizione. Summa inarrivabile di antico e moderno ed esempio straordinario di quell’arte dei contrasti – miracolosa descrizione in termini musicali della cangiante natura dell’animo umano – che è uno degli elementi essenziali della musica di Mozart, la Sinfonia n. 41 KV 551 detta Jupiter è l’ultima delle sinfonie del salisburghese, composta a Vienna nel 1788. Che l’epiteto, non originale, risalga al 1845 o sia stato coniato da Salomon, l’impresario di Haydn, all’epoca della nascita della composizione, l’accostamento con Giove le si adatta splendidamente per la sintesi ‘olimpica’ di contrappunto bachiano e linguaggio sinfonico moderno e per il tono appassionato e grandioso che tutta la pervade.

Gaetano d’Espinosa dirige l’Orchestra del Teatro La Fenice
, Italia
Gaetano d’Espinosa dirige l’Orchestra del Teatro La Fenice

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