Il Redentore e la Giudecca “green”

Il Redentore e la Giudecca “green”

Perchè non visitare i giardini della Giudecca prima di partecipare alla Festa del Redentore??

Il sabato sera che precede la terza domenica di luglio, Festa del Redentore, è per Venezia un momento speciale. Il visitatore non può non rimanere a bocca aperta di fronte allo spettacolo del bacino di San Marco invaso dalle barche addobbate a festa, le tavolate dove si consumano i piatti tradizionali (pasta e fagioli, bigoli in salsa, sarde in saòr, anatra ripiena, anguria), le fondamente brulicanti di gente, il cielo e lo specchio d'acqua più bello del mondo illuminati dai fuochi d'artificio… Ma perché non approfittarne per arrivare un po' prima e concedersi una passeggiata sull'isola della Giudecca? Isola che, nonostante i cambiamenti intervenuti durante i secoli, ancora non ha del tutto perso il suo carattere bucolico (prima di colonizzare con decine di magnifiche dimore la campagna veneta, era in questa isola che i nobili veneziani villeggiavano), con i prati tra le case, gli ampi giardini privati, e alcuni bellissimi (e golosissimi) orti, retaggio dell'importante passato agricolo del luogo. Primo tra tutti proprio quello del convento del Redentore, alle spalle della monumentale chiesa palladiana. Gestito dai frati cappuccini, è visitabile (insieme al resto della struttura monastica) su appuntamento (tel. 0415224348). Un ettaro di terra ordinatamente coltivata, dove trovano spazio viti, alberi da frutta, olivi (un tempo l'orto era proprio un oliveto), erbe aromatiche, fiori e soprattutto ortaggi, inclusi quelli tradizionalmente lagunari come i carciofi (della locale varietà: violetto di Sant'Erasmo). E per chi non vuole rinunciare ad un pizzico di atmosfera romanticamente letteraria… d'obbligo una vista al giardino dell'hotel Cipriani, indissolubilmente legato al nome di Giacomo Casanova. Elisabetta Tiveron è autrice de "Il quaderno degli orti veneziani. Itinerari verdi in una Venezia nascosta", Kellermann Editore e ideatrice del Blog Panemiele