Riva di Biasio: un serial killer a Venezia?

Riva di Biasio: un serial killer a Venezia?

I Veneziani hanno uno strano gusto dell'orrido: Riva de Biasio sul Canal Grande è intitolata a un serial killer?

Parliamo un po' dei misteri, delle leggende, dei segreti di Venezia, una città che nasconde , tra le sue innumerevoli calli e campielli, rive e fondamenta, una gran quantità di storie incredibili. Cominciamo con una delle leggende più raccapriccianti. Si astengano dal leggere i deboli di stomaco. A pochi passi dalla Stazione Santa Lucia si apre, lungo il Canal Grande, Riva de Biasio (si scorge anche prendendo il vaporetto, è proprio la fermata successiva alla Stazione). Se dessimo completo credito alla macabra storia che vi stiamo per raccontare, potremmo dire con certezza che,  intitolando la Riva a tal Biasio, i veneziani avevano veramente uno strano gusto per l’horror: è come se a Londra avessero deciso di dedicare una via a Jack lo Squartatore. Si racconta infatti che proprio su questa fondamenta si aprisse la “bottega” (una locanda o piccola cucina) di Biasio (Biagio) Carnico, un “luganegher” (macellaio o salsicciaio in veneziano) noto in tutta la città per il suo saporito sguazzetto: uno spezzatino così appetitoso che tutti, popolino e patrizi, apprezzavano molto. L' inconfondibile e unico sapore del suo piatto era un mistero. Nessuno sano di mente avrebbe mai collegato la prelibatezza della sua ricetta alle innumerevoli e misteriose sparizioni di “putei” (bambini) nella zona. Avete i brividi? Ebbene sì… propinò il suo famoso sguazzetto per anni a tutti, finchè un operaio, che si stava apprestando a ingurgitare il suo piatto preferito, non vi trovò immerso un ditino. Naturalmente si recò immediatamente alle autorità e Biasio venne subito imprigionato. Sotto tortura confessò i suoi delitti, ammettendo che l’ingrediente segreto dello sguazzetto era carne di bambino frollata. Lui stesso si procurava e curava la carne dei poveri “putei” misteriosamente scomparsi! Nelle sue cantine trovarono i resti degli efferati omicidi. La giustizia veneziana fu altrettanto feroce nei suoi confronti: la sua locanda venne immediatamente rasa al suolo, e a Biasio vennero prima tagliate le mani, venne poi torturato sulla via che portava a San Marco e decapitato pubblicamente tra le due colonne della piazzetta (dove avvenivano tutte le esecuzioni). Come se non fosse sufficiente, venne poi squartato come un bue e i suoi resti vennero esposti per giorni ai quattro angoli della città. La riva si chiamò da quel momento RIVA DI BIASIO. Verità o leggenda?   Leggende e Misteri di Venezia: una Riva intitolata a un serial killer? A pochi passi dalla Stazione Santa Lucia si apre, lungo il Canal Grande, Riva de Biasio.Qui aveva la sua osteria Biagio Carnico,famoso per il suo spezzatino

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