SARGENT AND VENICE
Venezia, Museo Correr
23 marzo/22 luglio 2007
Dopo “Turner and Venice” un altro grande artista si confronta con il fascino della laguna.
Venezia fu indubitabilmente la città più amata da John Singer Sargent (1856-1925), principale esponente dell’impressionismo americano, nato a Firenze e a lungo vissuto in Europa.
Organizzata grazie alla collaborazione tra i Musei Civici Veneziani e le Adelson Galleries di New York, questa mostra- la prima dedicata all’artista a Venezia- è curata da Warren Adelson e presenta, nelle sale neoclassiche al primo piano del Museo Correr, sessanta opere tra dipinti e acquerelli, realizzate tra il 1880 e il 1913, provenienti da importanti gallerie e istituzioni museali, tra cui il Brooklyn Museum, il Philadelphia Museum of Art, la National Gallery of Art di Washington, la Royal Academy of Arts di Londra e il Thyssen-Bornemisza di Madrid, nonché da diverse collezioni private che consentono, talora per la prima volta, l’esposizione al pubblico di capolavori altrimenti inaccessibili.

Come già J.W.Turner e altri grandi artisti dell’Ottocento, anche Sargent rimane profondamente affascinato da Venezia.
Cresciuto in un ambiente colto e cosmopolita, tra Italia, Francia, Spagna, Svizzera e Germania, allievo a Parigi di Carolus Duran e iscritto all’Ecole des Beaux arts, inizia la sua carriera come ritrattista.
Amico di Monet, intraprende nella seconda metà degli anni ’70 un serie di viaggi di studio e di sperimentazioni sempre più importanti della pittura en plein air.
Il primo viaggio a Venezia è del 1879 . Vi tornerà per più di dieci volte nell’arco di quarant’anni, e la rappresenterà con un gran numero di dipinti, come nessun’altra.
Questo particolare amore si riflette nella copiosa produzione di olii e acquerelli a tema veneziano- circa centocinquanta – dipinti tra gli anni ottanta del XIX secolo e il 1913.
Di essi, ben sessanta sono esposti alla mostra del Museo Correr, la prima a lui interamente dedicata a Venezia e concepita come un suggestivo viaggio lungo il Canal Grande, colto da una gondola, sulla quale Sargent amava dipingere, adottando un punto di vista ribassato, che restituisce inquadrature inedite e inconfondibili.
Vi sono rappresentati palazzi, chiese, campi e canali, animati dai riflessi della luce sull'acqua e sulle architetture, ma , accanto alle vedute dei luoghi e dei monumenti più noti (Ponte di Rialto, Palazzo Ducale, Salute) , trovano spazio alcune insolite visioni di vita quotidiana che rimandano alla vita tradizionale della Venezia dell’epoca, con interni di botteghe, o strade brulicanti di cittadini o donne al lavoro, o caffè e osterie e molto altro ancora.
In tutte queste scene, siano esse di interni o di esterni, dominano la ricerca sulla luce, la libertà e l’incisività del tratto oltre a una perfetta padronanza formale.
Il percorso espositivo è completato da un’inedita e sorprendente sezione dedicata a certa pittura veneziana coeva (Milesi, Tito, Selvatico, Nono) che Sargent, protagonista di diverse Biennali, senza dubbio influenza “pericolosamente”, ma della quale a sua volta subisce influssi e contaminazioni.