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Palazzo Ca’ Vendramin Calergi sede Casinò di Venezia

PALAZZO CA’ VENDRAMIN CALERGI SEDE CASINò DI VENEZIA

Palazzo Ca’ Vendramin Calergi, considerato da Francesco Sansovino (storiografo ufficiale della Repubblica Serenissima) come uno dei più importanti Palazzi del Canal Grande, costituisce una nobile espressione del Rinascimento a venezia.

Palazzo Ca’ Vendramin Calergi è costituita da un pianterreno, con accesso acqueo dal Canal Grande, dal piano nobile, caratterizzato da un ampio salone centrale e da tre sale minori decorate secondo lo stile rinascimentale e il gusto dei proprietari che si sono succeduti nella gestione del palazzo. Sul Canal Grande si affaccia uno dei rari giardini con vista e con accesso diretto sulla principale via d’acqua veneziana.

Progettato da Mauro Codussi, il palazzo che Gabriele D’Annunzio ne Il Fuoco definì “dall’apparenza arerea come di una nuvola effiggiata che posasse sull’acqua”, fu completato all’inizio del XVI sec. I suoi proprietari, gli orgogliosi Loredan, fecero iscrivere sulla facciata, come in antitesi alla grandiosità del palazzo, una frasetta di umiltà che era stata un motto dei Templari. Dopo vari passaggi di proprietà il palazzo fu dimora prima dei Calergi, famiglia feudale di origini greche, e poi dei Vendramin.

Gli ultimi eredi dei Vendramin vendettero il palazzo nel 1844 a Maria Carolina Duchessa di Berry, personaggio di altissimo lignaggio nonchè figlia del principe ereditario del Regno delle Due Sicilie, nipote dell’imperatore Leopoldo II Asburgo e sposa del secondogenito del futuro re di Francia Carlo X.

Dopo i moti del Risorgimento i proprietari furono costretti a mettere in liquidazione il palazzo e molte opere d’arte andarono all’asta a Parigi. In seguito alla morte della Duchessa, Ca’ Vendramin Calergi fu co-abitata dal Conte de’ Bardi e dai Duchi di Grazia, che ospitarono Richard Wagner.

ULTIMA RESIDENZA DI RICHARD WAGNER

Wagner vi soggiornò per l’ultima e definitiva volta dopo che, anni prima aveva eletto Venezia come il luogo adatto, in quanto spazio fuori dal tempo, dove far tornare alla luce un’ispirazione senza nome. Di ritorno da Palermo, nell’aprile del 1882, dopo aver completato la partitura del Parsifal per la seconda edizione del Festival di Bayreuth prevista per l’estate del 1882, subaffitta dal conte Bardi, spesso fuori città, l’intero piano del mezzanino di Ca’ Vendramin Calergi, di cui prende possesso il 16 settembre. Qui vi trascorre l’inverno con la famiglia, fino alla morte, avvenuta il 13 febbraio 1883.

MUSEO WAGNER

Oggi alcune stanze del suo appartamento sono adibite a sede museale. Difatti il 13 febbraio 1995 la stanza del piano mezzanino dove il celebre compositore è morto è stata affidata dal Comune all’Associazione Richard Wagner di Venezia, presieduta da Giuseppe Pugliese. Allestita a spazio museale, è aperta al pubblico a perenne memoria del musicista e del suo amore per la città lagunare. Dal 2003 anche le stanze adiacenti sono state adibite a museo, per ospitare la collezione di Josef Lienhart, ricevuta in donazione: rari documenti, manifesti, partiture, lettere autografe, quadri, dischi, litografie e vari cimeli. La più grande collezione privata dedicata al compositore tedesco, dopo quella di Bayreuth. A ricordo del musicista, sul muro di cinta che guarda il Canal Grande è pure visibile una lapide con le parole dettate da Gabriele D’Annunzio.