Venezia - 65.Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. Polemiche per il film di Pupi Avati, secondo italiano in gara, e ovazione per l’Anime di Myazaki
31 agosto 2008
La proiezione del secondo film italiano in concorso alla Mostra del Cinema, di Venezia, “Il papà di Giovanni” di Pupi Avati, ha suscitato
parecchie polemiche oggi tra il pubblico di giornalisti. Come sempre il regista ha dimostrato la sua predilezione per le storie d’epoca dopo La seconda notte di nozze presentato qui a Venezia nel 2005. Infatti il film è ambientato a Bologna durante a cavallo degli anni 30-40, nell’Italia del ventennio insomma. E racconta il dramma familiare di un padre (Silvio Orlando) di fronte a una figlia troppo sensibile (Alba Rorhwacher) rinchiusa in un istituto psichiatrico per per aver commesso un gesto estremo: l’omicidio di un’amica di cui era gelosissima. L’uomo deve anche affrontare l’arrivo della Guerra e dei partigiani e l’abbandono da parte della moglie (Francesca Neri) e cercare di mantenere un legame con la figlia tanto amata. Le critiche hanno apprezzato gli attori ma stroncato l’interpretazione del momento storico e la rappresentazione dei partigiani come assassini sommari.
Ovazione di 5 minuti invece per il nuovo Anime, Ponyo on the Cliff by the Sea, di Hayao Myazaki, già celebrato a Venezia 2 anni fa con il Leone d’oro alla carriera. “Ponyo di sopra al dirupo” (questo dovrebbe essere il titolo in italiano) racconta la favola di una pesciolina rossa che decide di diventare umana quando incontra il


storia d’amore che si dipana lungo il grande palcoscenico di una Roma frenetica e inquietante, che sembra portare alla tragedia. La storia è quella che separa e unisce Emma e Antonio nelle frenetiche 24 ore prima che tutto si trasformi in dramma. Lui poliziotto nevrotico e ossessivo(Valerio Mastandrea) e lei (un’Isabella Ferrari intensa e ingrassata di 15 kili per il ruolo) ex moglie, con figli a carico, che si arrabatta per arrivare a fine mese. E mette in scena mondi diversi e lontani, che si incrociano come in un giallo inesorabile.
i aspettava di vedere anche Charlize Teron e Kim Basinger, in concorso oggi alla Mostra del Cinema con “The Burning Plain”, alla sfavillante serata che ha coinvolto ieri sera due location veneziane d’eccezione, il Teatro La Fenice e la Peggy Guggenheim Collection, allestite, la prima, per la presentazione del documentario “The Last emperor” e, la seconda, per la Festa in onore di Valentino, doppiamente celebrato: nella pellicola e nella realtà. Invece nessuna delle due era presente, anche se non mancavano di certo le celebrità: c’erano Eva Herzigova, Eva Riccobono, Liz Hurley, Diane Kruger, la giovane Carolina Crescentini, Afef, Eliana Miglio, Gaia Bermani Amaral, l’icona Elsa Martinelli, Matteo Marzotto e Lapo Elkann. Dopo la standing ovation che ha accolto Valentino in Sala Grande al Lido, ieri pomeriggio, ancora tanti applausi al Teatro La Fenice, dove nel foyer è stata allestita per l’occasione una retrospettiva con trenta creazioni della maison. E dopo La Fenice tutti a Ca’Corner dei Leoni, sede della Peggy Guggenheim Collection, dove Vanity Fair e Vogue Italia hanno offerto allo stilista una grandiosa Festa con mille candele a illuminare giardino e terrazza, decori floreali e camerieri in furlane blu.
In esposizione ci sono più di 200 tra dipinti, disegni articoli, pochoir, fotografie, libri, manoscritti e film provenienti da Palazzo Mocenigo, dal Musée des Arts Decoratifs di Parigi e dalla Biblioteque Nationale de France. George Barbier divenne famoso per alcune immagini celeberrime, in particolare la pantera nera simbolo di Cartier, ed è stata senza dubbio uno dei membri di spicco del movimento decò. Cominciò come illustratore collaborando con la rivista Gazette du Bon Ton e divenne poi membro della Societé des Artistes esponendo presso il loro Salon fino alla morte avvenuta prematuramente, all’apice del successo, nel 1932. Nell’ambito della creazione di abiti e decori fu persino autore dei costumi delle Follies Bergère e collaborò con Ertè per la sscenografia e i costumi di alcune famose produzioni americane: erano suoi gli abiti indossati da Rodolfo Valentino nel
Anche se oggi tutti i riflettori erano puntati sull’arrivo di Valentino, cui Matt Tymauer ha dedicato il documentario “The Last Emperor”, l’enigmatica e poetica figura di Takeshi Kitano, in Laguna stamane con il suo nuovo film (”Achille e la tartaruga”), in concorso, ha lasciato il segno. La pellicola sembra essere il capitolo finale di una trilogia sul vuoto e la beffa cominciata con “L’estate di Kikujiro” e continuata con lo splendido “Zatoichi”. Questa volta protagonista è l’arte e gli originalissimi quadri del regista che fanno da scenografia al film. Kitano è anche pittore e regala i suoi quadri tramite una lotteria da lui istituita tra amici e conoscenti. Poco prima ha commosso tutti la conferenza stampa per il film PARADA, di Marco Pontecorvo, figlio del più celebre Gillo, che ha deciso di lanciarsi nella regia con una storia drammaticamente vera: il clown di strada Miloud è riuscito a strappare dalla strada tanti ragazzini Rom costretti a vivere in condizioni spaventose nei sotterranei di Bucarest.
A ora di pranzo lo spiazzo davanti al Palazzo del cinema si è trasformato nel palcoscenico ideale per la cerimonia di apertura e posa della prima pietra del nuovo Palazzo del Cinema. Presenti il Ministro della cultura, on.Sandro Bondi, il Presidente della Regione Veneto, Giancarlo Galan e il Sindaco di Venezia, Massimo Cacciari. Il nuovo Palazzo del Cinema, che dovrebbe essere terminato nel 2011, è stato progettato dallo Studio 5+1AA - Rudy Ricciotti, ed è un’opera tecnologicamente all’avanguardia, con i suoi 22.700 metri quadrati di superficie totale, 2700 posti a sedere in tre sale e una Piazza del
Manoel De Oliveira, ormai centenario, ha aperto ieri, 27 agosto 2008, la Cerimonia di apertura della 65. Mostra del cinema di Venezia davanti a un pubblico adorante che ha applaudito in piedi Venezia- 65.Mostra Internazionale di Arte Cinematografica. Cerimonia di aperturail suo lungo lavoro nel mondo del cinema.
Il Festival ci ha regalato un’ apertura col botto e si preannuncia molto interessante nonostante non siano previste molte grandi star hollywoodiane nei prossimi giorni e le polemiche per la vicinanza temporale con il Festival di Roma e quello di Toronto, a detta di tutti la causa delle scarse presenze. Il cartellone si presenta però ricco di film d’autore, come Akires to kame di Takeshi Kitano, Il giorno perfetto di Opzetek e The Burning plain, opera prima dello sceneggiatore di Inarritu, Arriaga. E poi ci saranno Kathryn Bigelow, il regista africano Gerima, di cui si parla già un gran bene, Darren Aronfsky e gli italiani Pupi Avati e Pappi Corsicato. Insomma Marco Muller, direttore della Mostra, sembra aver dato più importanza alla qualità delle pellicole più che alle star che vi recitano.
internazionali di grosso calibro la 65.Mostra Internazionale di Arte Cinematografica. George Clooney, Brad Pitt, Tilda Swinton, John Malkovic e i fratelli Coen, rispettivamente attori e registi del film di apertura della Mostra, “Burn after reading”, sono stati tra i 120 ospiti della Festa organizzata ai Granai della Giudecca. La Cena di beneficenza è stata organizzata da Manuele Malenotti di Belstaff con la Fondazione Noow (Not on our watch), creata dagli stessi Pitt e Cloney insieme a Matt Damon, che raccoglierà fondi per le popolazioni affamate del Darfur. C’erano anche Angelina Jolie, Ksenia Rappoport, Valeria Golino e Riccardo Scamarcio,Wim Wenders e Lola Ponce che ha pure intonato una canzone per il fidanzato, patron della Belstaff, per l’appunto “Malenotti no”.
Ritorna al Lido di Venezia, come tutti gli anni in contemporanea con la Mostra del Cinema, OPEN - Esposizione Internazionale di Sculture ed Installazioni: arte all’aperto nelle principali vie dell’Isola. OPEN XI infatti vestirà dal 27 agosto al 28 settembre 2008 il Lido con le opere di artisti provenienti da tutto il mondo. Il percorso espositivo si snoda lungo i lavori di quarantadue artisti internazionali per costruire un pensiero geografico; non solo una soglia etnica e politica ma soprattutto un’idea. Uno spunto per poter parlare di viaggi ed attraversamenti, di forze e poteri. Uno spiraglio, per varcare insospettabili interazioni sociali e artistiche. Dalla Cina alla Francia, dall’Italia agli Stati Uniti, ogni partecipante della mostra si fa carico di rappresentare e ricoprire un ruolo in qualità di esponente del proprio paese d’origine.
Niente spettacoli notturni, né taglio del nastro con le forbici tra le mani del Presidente Napolitano. Dopo che l’inaugurazione ufficiale alla presenza del Presidente della Repubblica è stata per giorni oggetto di accese polemiche, l’amministrazione comunale ha deciso che il ponte di Calatrava sia semplicemente aperto appena ultimato. A metà settembre, indicativamente. Per il momento sono ancora in fonderia i pezzi di raccordo tra balaustra in vetro e quella in marmo e bisogna finire di tarare l’intensità delle luci per l’illuminazione notturna. Quindi niente lustrini, niente celebrazioni ufficiali, ma anche niente ovovia per disabili, che sarà funzionante non prima di fine anno.
















