Un po’ di Laguna al Columbus Day: una Gondola lungo il fiume Hudson
8 ottobre 2007
Una spedizione americana di 260 chilometri in sei tappe, lungo il fiume Hudson. In gondola. Sarà a bordo della più tipica delle imbarcazioni veneziane che Vittorio Orio,campione 66enne già noto a imprese che coniugano sport e solidarietà,porterà un po’di Laguna al Columbus Day,in programma l’8 ottobre. La partenza è fissata per il primo ottobre da Albany e porterà il gondoliere veneziano e i tre compagni fino a Ground Zero,a New York. L’impresa prevede di vogare una gondola tradizionale a quattro remi, costruita nel 2000,lungo 55 miglia. Il tutto in sei tappe che prevedono una sosta in altrettante città che sorgono lungo il fiume Hudson per portare negli Stati Uniti un nuovo messaggio di solidarietà e raccogliere i fondi da destinare a iniziative benefiche. A ogni tappa verrà organizzato un incontro con le autorità locali per portare un messaggio di amicizia all’America da parte di Venezia e di tutta l’Italia e soprattutto per richiamare l’attenzione sulle iniziative benefiche che cercheranno di portare avanti.E cioè la raccolta di fondi per borse di studio da destinare agli orfani dei vigili del fuoco deceduti nel crollo delle Twin Towers.
da Il Mestre del 28-09-2007



29-30 settembre 2007
4-13 ottobre 2007
oltre a Stati Uniti ed Europa – con 17 commissioni, 25 prime esecuzioni assolute e 22 novità per l’Italia, saranno in scena a Venezia.Una giuria internazionale attribuirà il Leone d’oro alla musica del presente, scelto all’interno delle musiche e dei musicisti invitati al Festival.
I contatti sono già ripresi – anzi non si sono mai interrotti sul serio – tra l’Amministrazione comunale di Venezia e la Milanoconcerti di Roberto De Luca. Anche perchè ci vogliono mesi per organizzare un appuntamento del genere.
anno scorso si è scatenata la furia di una sorta di tornado che in 5 minuti ha fatto crollare 9 torri di amplificazione. 25 ragazzi sono rimasti feriti e il festival rock è stato sospeso.
Venezia avrà il suo museo dell’arte contemporanea a Punta della dogana nel 2009, in tempo per un’inaugurazione parallela a quella della prossima Biennale d’arte. Due anni per dare alla città «un vero museo,non uno spazio espositivo come è Palazzo Grassi»,che renderà Venezia «il punto di riferimento nel mondo per la rappresentazione del contemporaneo».
1 settembre – 28 ottobre 2007
Rosso è una figura nota, ampiamente studiata e attualmente consolidata nel panorama europeo della scultura di fine ottocento come precursore della modernità. Tuttavia, per la parte più significativa oggi della sua produzione, Rosso è ancora sconosciuto. Il vaglio sistematico e capillare dei documenti, carte e lettere dell’archivio promosso alcuni anni or sono da Danila Marsure Rosso, condotto da Paola Mola e Fabio Vittucci, completato da ricerche in Italia e all’estero, apre ora orizzonti inattesi e del tutto contraddittori rispetto all’immagine tramandata dello scultore scapigliato-impressionista. Rosso per natura è stato un ingegno nascosto: ha abilmente occultato tutto il suo lavoro sulla fotografia, ha esposto a più di quindici anni di distanza le opere che gli erano più care come Madame x o Yvette Guilbert, e alla fine della sua vita, ha distrutto, come Marcel Duchamp, tutte le lettere ricevute dai suoi corrispondenti. Fin dall’inizio della sua carriera ha abilmente diretto le linee delle sua biografia, contribuendo alla definizione di una visione univoca della sua arte assunta senza discussione dalla storiografia, così che l’intera parte novecentesca della sua vitalità creativa è rimasta finora senza voce. 









