Salvatore Ferragamo celebra Peggy Guggenheim a Venezia

ferragamo-guggenheim.jpgIl 2008 è un connubio di anniversari. Sessant’anni della Collezione Peggy Guggenheim a Venezia, ottant’anni di azienda Salvatore Ferragamo. Nel 1948 Peggy Guggenheim arrivava a Venezia, invitata a partecipare alla prima Biennale di Arti Visive del dopoguerra, nel 1928 Salvatore Ferragamo fondava il suo brand a Firenze.
Due tra i maggiori protagonisti nel loro campo della storia del Novecento, accomunati dalla passione per l’arte, sono di nuovo insieme.
Il 26 agosto, giorno del compleanno di Peggy, la collezione veneziana apre le porte della casa della mecenate americana ad alcuni modelli di calzature provenienti dal Museo Salvatore Ferragamo di Firenze. Creati da Salvatore Ferragamo per alcune dive del

Venezia - Mostre in programma da settembre 2008

A partire da settembre 2008 si aprono a Venezia una serie di Mostre in contemporanea con la grande inaugurazione della Biennale di Architettura - Out There.

george-barbier.jpgGEORGE BARBIER (1882-1932) La nascita del Déco
Museo Fortuny
dal 30 agosto
George Barbier, artista e illustratore di moda, scenografo, protagonista del movimento déco, riscoperto e presentato per la prima volta, con oltre duecento opere tra dipinti, disegni, articoli, pochoir, fotografie, libri, manoscritti.

GENJI MONOGATARI. IL PRINCIPE SPLENDENTE NELLE COLLEZIONI DEL MUSEO D’ARTE ORIENTALE DI VENEZIA
dal 12 settembre
Inaugurazione 11 settembre

Organizzata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali- Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Veneziano e visitabile nel percorso integrato con biglietto unificato del Museo, nel millenario del primo romanzo nella storia della letteratura di tutti i tempi, scritto in Giappone nel XI secolo dalla dama di corte Murasaki Shikibu.

In concomitanza con la Biennale Architettura e con affinità di contenuti:

MARCELLO MORANDINI Arte, Architettura, Design
Ca’ Pesaro
dal 12 settembre
A quarant’anni dalla prima presenza veneziana, con una sala personale alla Biennale del 1968, Morandini torna a Venezia: oltre 60 lavori tra

Venezia - isola di San Giorgio Maggiore: TDC2008 New Graphic Design Japan

Giappone l’essenza della bellezza
10 settembre - 2 novembre 2008
Fondazione Cini

fondazione-cini-japan.jpgLa Mostra TDC2008 New Graphic Design Japan, organizzata dall’Istituto “Venezia e l’Oriente” della Fondazione Cini e StudioArte, presenta oltre trecento lavori di grafica premiati nell’anno 2008 dalla giuria internazionale del Tokyo Tipe Directors Club (TDC), selezionati tra gli oltre trentamila progetti provenienti da tutto il mondo. Presentate nel mese di aprile, contestualmente alla premiazione annuale, nella tradizonale vetrina del cuore di Tokyo, la Ginza Graphic Gallery, le opere saranno esposte a Venezia come prima tappa di un itinerario all’estero, un appuntamento che si intende rinnovare annualmente come occasione di sperimentazione, aggiornamento e dialogo creativo tra Oriente e Occidente.
Le opere della rassegna sono state realizzate nell’anno 2007 e rappresentano l’avanguardia dell’espressione grafica contemporanea in campo internazionale, raccogliendo il meglio del design grafico e tipografico selezionalto da una giuria composta da maestri quali: Aoba Masuteru, Asaba Katsumi, Yukimasa Okumara, Masayoshi Nakajo, ma anche Alexander

Venezia - Arte. I tesori della Russia - Maestri dell’arte russa 1800 - 1900

Scuola Grande San Giovanni Evangelista di Venezia
10 luglio - 27 agosto 2008

tesori-della-russia.jpgLa mostra “I Tesori della Russia” propone opere di pittori russi, provenienti da collezioni private di Mosca e di San Pietroburgo. L’arte russa dell’Ottocento e del Novecento viene quindi presentata in tutta la sua complessità e varietà di temi e stili con opere di altissima qualità che rendono la mostra un avvenimento di portata internazionale. Si tratta di una raccolta che, oltre a documentare lo stato delle arti, offre anche l’opportunità di conoscere ed approfondire l’importanza del collezionismo privato, che nell’Ottocento e nel Novecento assunse in Russia un rilievo tale da contribuire a far nascere veri e propri musei.
La mostra vuole valorizzare e rendere omaggio ai più noti esponenti delle avanguardie, ostacolati da Lenin e Stalin, troviamo artisti come K. MALEVICH, V. TATLIN, N. CHRISTOLJUBOV, K. RUDAKOV, V. LEBEDEV, K. ANTIPOV, E. BIELUTIN, J. GURWICH, A. LAZYKIN, A. LYSSENKO, V. TERESHENKO E G. ZEJTLIN, le cui opere, che sono esposte alla Scuola Grande di San Giovanni Evangelista, rappresentano un patrimonio artistico e culturale di immenso valore, testimoni della grande senso di libertà e di indipendenza, che pervade l’uomo in qualsiasi epoca e sotto qualsiasi regime.

UN MONDO DI CARTA, ISABELLE DE BORCHGRAVE INCONTRA MARIANO FORTUNY prorogata al 30 novembre 2008

fino al 30 novembre 2008

isabelle-deborchgrave-fortuny.jpgVisto il gran successo di pubblico e l’originalità della mostra, sarà possibile ammirare le straordinarie creazioni di Isabelle De Borchgrave, all’interno palazzo che fu l’Atelier Fortuny, fino al 30 novembre 2008.
Segnata da una passione rara e precoce per il disegno e la pittura, Isabelle approda poi con successo nel mondo dell’alta moda, applicando al tessile la sua creatività; da qui, mantenendo come filo conduttore per la sua ricerca l’osservazione, lo studio e l’elaborazione della materia, passa alla creazione di tessuti per l’arredamento e al design (tessili, ceramiche, decori…) , collaborando con grandi case di produzione.
Nel 1998 concepisce e realizza un progetto espositivo itinerante, Papiers à la Mode: 300 anni di storia della moda illustrati da 180 pezzi tra costumi, accessori e abiti spettacolari in carta (in collaborazione con Rita Brown per la messa a punto dei modelli). La mostra è un successo e le dà notorietà internazionale.
Da allora la carta diventa per lei un nuovo, sconfinato terreno di sperimentazione: negli abiti, ove la carta consente alla pittura di diventare tridimensionale e la tecnica di lavorazione produce risultati sorprendenti, ma anche in mille diversi campi di applicazione per creazioni artistiche e seriali. La mostra veneziana segna ora una nuova tappa nel suo percorso artistico.
Non solo la preziosità degli abiti tridimensionali ma una sfida più complessa: restituire un sogno, un’atmosfera, un’epoca, non

Nell’ambito della Mostra “Coming Age”: apertura serale e proiezione film alla Guggenheim

Environments of the american soul
Collezione Peggy Guggenheim
2 - 23luglio 2008

comingage-guggenheim.jpgLa rassegna di film curata da Flavio Gregori, docente di Letteratura e Cultura Inglese presso l’Università Ca’ Foscari, Venezia, e realizzata in occasione dell’apertura serale della Collezione Peggy Guggenheim, ha lo scopo di mostrare, in analogia con parte del materiale iconografico della mostra Coming of Age. Arte americana dal 1850 al 1950, e per alcuni esempi, il mondo in cui vive ed è immerso l’uomo (cinematografico) medio americano, ovvero l’environment del cinema americano sia come luogo fisico-topografico sia come proiezione del desiderio, terrore, dell’ansia, della nostalgia e della speranza. In questo senso, più che a un impossibile (perché lunghissimo) catalogo dei luoghi di ambientazione del cinema americano si è preferito pensare a quattro tagli rappresentativi sui modelli morali-materiali dell’animo americano.

2 luglio ore 21. Lo sguardo vergine sull’ambiente. Si parte con un classico del cinema muto, The Great Train Robberydi Edwin Porter (1903, 11 min.) , il primo film nella storia del cinema a utilizzare una forma rudimentale di montaggio, film in cui l’alternanza di interni/esterni e di piani contribuisce a definire il rapporto fra l’attore (l’uomo) e il suo ambiente. Ad esso si affiancherà un film che tratta l’ambiente metropolitano in cui si muove il cittadino americano del secolo ‘nuovo’ (il Novecento): The Cameraman di Edward Sedgwick, con Buster Keaton (1928, 67 min.), panoramica di varie situazioni urbane viste attraverso l’espediente del metagenere narrativo (l’ambiente come localizzazione della scena e come tematizzazione del cinema).

9 luglio ore 21. L’impossibile desiderio dell’idillio nostalgico. Attraverso I giorni del cielo (Days of Heaven) di Terrence Malick (1978, 94 min.), moderno sguardo retrospettivo sulla giovane America degli anni Dieci, si vedrà come

Venezia Mostre: COMING OF AGE: AMERICAN ART, 1850’s to 1950’s

Collezione PEGGY GUGGENHEIM
28 giugno - 12 ottobre 2008

Dopo essere stata inaugurata presso la Addison Gallery di Andcoming-age-peggy-guggenheim.jpgover, Massachussets, nel settembre del 2006, ed essere stata ospitata dal Meadows Museum di Dallas,Texas, e dalla Dulwich Picture Gallery di Londra, approda alla Collezione Peggy Guggenheim una mostra che con oltre settanta dipinti e sculture prende in esame l’arte americana tra il 1850 e il 1950, rivelando i complessi e contraddittori impulsi che nellíarco di un secolo hanno spinto gli artisti díoltreoceano verso la ricerca di un linguaggio pittorico propriamente americano. La mostra è organizzata dalla American Federation of Arts, New York, in collaborazione con la Addison Gallery of American Art, e resa possibile grazie alla Crosby Kemper Foundation, a Frank B. Bennett e William D. Cohan, con ulteriore supporto offerto dal Philip e Janice Levin Foundation Fund, Collection-Based Exhibitions, della American Federation of Arts.
Partendo dai dipinti della Hudson River School, si passa alle opere della Ashcan School, per arrivare al primo Modernismo americano, al Realismo tra le due guerre di Charles Sheeler e Edward Hopper, allíAstrattismo geometrico di Georgia OíKeefe e Arthur Dove, all’Espressionismo astratto di Jackson Pollock e Franz Kline, tutti artisti che, attraverso una rottura definitiva con le tradizioni, hanno portato l’arte americana al centro della
scena internazionale.

Venezia grandi mostre: a Palazzo Franchetti l’Istituto Veneto di Scienze, Lettere e Arti presenta “I Macchiaioli”

8 marzo - 27 luglio 2008
I Capolavori della Collezione Mario Tarangoni

Palazzo Franchetti a Venezia ha fatto una scelta: il collezionismo d’arte. L’anno scorso hanno presentato gli autoritratti degli Uffizi. Quest’anno è il momento di un altro collezionista, Mario Taragoni. Un uomo del XX secolo che si occupava di banca e di affari, che aveva una sua idea dell’Ottocento pittorico italiano e che con minuziosa pazienza, con curiosità, con passione e con metodo, ha messo insieme una serie cospicua di piccoli capolavori. Piccoli per le dimensioni, piccoli per il carattere intimo,sentimentale, poetico. Grandi, in realtà, per lo sguardo nuovo che ci permettono di allungare sulla stagione più bella della nostra storia artistica moderna.
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Mario Taragoni, “gran borghese” degli anni trenta, dirigente a Genova della Banca d’America e d’Italia, non comprava per investimento. Quando comprava, comprava perché sollecitato da quel tipo di curiosità che si può definire al meglio con la parola “innamoramento”. Taragoni amava i macchiaioli ma – questo è importante – non li amava in modo generico, indifferenziato. Infatti il vero collezionista è colui che sa stringere il fuoco dell’obiettivo su un’epoca, su uno o più autori e poi lo affina ulteriormente privilegiando aspetti specifici, tendenze particolari di quell’epoca e di quegli autori.
Era ben consapevole che la fase davvero innovativa e la stagione pienamente compiuta della “macchia”, si realizzano quando le novità tecniche sperimentate sul quadro di figura vengono applicate al paesaggio en plein air o a quello speciale paesaggio moderno che è l’interno borghese.
All’interno del movimento macchiaiolo, Mario Taragoni era attratto dagli aspetti più obliqui, più intimistici, più sperimentali di quella stagione e di quegli autori. Sosta sotto la pioggia del vecchio Fattori, il Lega febbrile e visionario degli anni tardi, le varianti sentimentali e eccentriche di Armando Spadini e di Mario Puccini,

Venezia Mostre, I meravigliosi abiti di carta di Isabelle de Borchgrave al Museo Fortuny

15 marzo - 21 luglio 2008

isabelledeborchgrave.jpgSi tratta di una mostra- installazione che da un lato riesce a restituire con viva partecipazione il “clima” fortuniano, dall’altro consente di cogliere tutte le sfaccettature del talento di Isabelle de Borchgrave, quest’artista - pittrice, disegnatrice, stilista, regista - ispirata dal luogo e dall’eredità culturale di Mariano.
Oltre ottanta tra abiti, accessori e trompe-l’oeil realizzati interamente in carta con incredibile perizia e un talento inconfondibile dall’artista belga Isabelle de Borchgrave tratteggiano un insolito percorso nella vita e nel mondo di Fortuny, ne illustrano episodi e personaggi salienti, creando nel suo palazzo- museo ambientazioni e modelli tridimensionali coinvolgenti.
Isabelle, personaggio eclettico, spazia dalla pittura all’alta moda, dal tessile alla decorazione, dal design a una particolarissima lavorazione della carta, sempre lo stesso semplice tipo di carta bianca che, nelle sue mani, si trasforma con effetti di seta, damasco, pizzo, plissé, in innumerevoli varianti di colori, di toni, di decori.

Contando su un’abilità minuziosa, trae ispirazione da un occhio attento e infaticabile, oltre che da una singolare attitudine alla sperimentazione.
Per questo l’incontro con l’opera di Mariano Fortuny (1871-1949) - pittore, fotografo, creatore di abiti e costumi, mobili, scenografie e luci per il teatro - è per lei fatale.
La mostra, che Isabelle realizza per Venezia, è quindi- più che un omaggio al genio dell’artista catalano -un vero incontro, una intensa comunione di sensi, una libera interpretazione di atmosfere, momenti, scambi di cui ella coglie l’essenza, condividendone lo spirito.

Venezia Mostre: Il progetto “Cube Venice 2005″ di Gregor Schneider illustrato alla Fondazione Bevilacqua La Masa

31 maggio - 14 settembre 2008

Fondazione Bevilacqua La Masa - Galleria di Piazza San Marco

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La Fondazione Bevilacqua La Masa ospita dal 31 maggio al 14 settembre 2008 la personale dell’artista tedesco Gregor Schneider, vincitore nel 2001 della 49ma Biennale di Venezia, per il suo Padiglione Tedesco. La mostra si svolge negli spazi restaurati della Galleria Piazza San Marco.

L’artista, da sempre interessato al rapporto tra spazio costruito e individuo, ripropone in un percorso espositivo inedito il progetto presentato alla 51ma Biennale di Venezia Cube Venice 2005; l’opera fu rifiutata dalla direzione de La Biennale in quanto ritenuta pericolosa per le reazioni politiche che avrebbe potuto suscitare. Cube Venice consisteva in una grande scultura geometrica nera, senza un ingresso accessibile, sollevata su una base di 12 x 13 metri e con una altezza di 15 metri, che avrebbe dovuto essere ancorata al pavimento di piazza San Marco e richimare La Mecca.
La mostra realizzata dall’artista tedesco riunisce presentazioni in 3d, modelli, fotografie, disegni che

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