Venezia Mestre, Centro Culturale Candiani: La Mostra ALDO MORO. TRITTICO. rievoca a 30 anni di distanza il drammatico sequestro

29 marzo- 13 aprile

candiani.jpgTrent’anni fa il rapimento e l’assassinio di Aldo Moro. È passato molto tempo e molti dei protagonisti di quella stagione politica non ci sono più, ma il Paese non ha ancora fatto i conti con un pezzo di storia che ha fortemente influenzato quest’ultimo trentennio.
La Fondazione Gianni Pellicani e il Centro Culturale Candiani offrono un’occasione per guardare a quel tormentato periodo della storia d’Italia da un’angolazione diversa dalle solite commemorazioni. Ovvero puntando a rievocare il rapimento e l’assassinio di Moro, da parte delle Brigate Rosse, provando a guardare la tragedia dall’esclusivo punto di vista della vittima attraverso la mostra-documentario ideata dalla Fondazione per le Scienze Religiose di Bologna. L’esposizione consiste in una video-installazione che riproduce, in dimensioni reali, la cella di Moro. Un esperimento forte, che consentirà di “toccare con mano” gli interminabili 55 giorni del sequestro.
La prigione a grandezza reale si presenta avvolta di schermi che proiettano, a ritmo continuo, documenti inediti. Lo schermo è composto come un trittico: nella parte centrale passano i Tg dei giorni che hanno immediatamente preceduto e seguito il rapimento e che all’improvviso rallentano fino a fermarsi su una “parola chiave”. E mentre il filmato s’immobilizza, l’immagine accanto di Moro, che sembrava una semplice foto, si anima. E da qui lo statista fa sentire il suo pensiero su un problema, un tema specifico. Via via nel video prendono forma le immagini di Lama, Paolo VI, Bachelet, Dossetti, Ruffilli e Tobagi che parlano di Moro e del suo ruolo nella storia d’Italia. Chi segue l’intero documentario, avrà modo, nell’arco di un’ora, di guardare senza dietrologie una vicenda che ha segnato la storia italiana.
Ad affiancare la mostra, per meglio collocarla storicamente e rendere il clima generale di un periodo che ha fortemente influenzato quest’ultimo trentennio prosegue, fino al 28 marzo, la rassegna cinematografica  La notte della rivoluzione. Il cinema negli anni di piombo, un ulteriore sguardo su una stagione politica con cui il Paese non ha ancora fatto i conti.

orario
da lunedì a venerdì dalle 15.00 alle 19.00
sabato e domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00

sala espositiva secondo piano
ingresso libero

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