Venezia-Teatro: Elektra di Richard Strauss al Teatro La Fenice

dal 28 febbraio all’11 marzo 2008
teatrofenice.jpgGiovedì 28 febbraio 2008 alle ore 19.00 andrà in scena al Teatro La Fenice Elektra, tragedia in un atto op. 58 di Richard Strauss su libretto di Hugo von Hofmannsthal da Sofocle. L’opera sarà presentata nell’allestimento della Fondazione Teatro di San Carlo di Napoli, vincitore del Premio Abbiati 2004 come miglior spettacolo del 2003. Lo spettacolo, in lingua originale con sopratitoli in italiano, avrà cinque repliche, tutte in abbonamento nella Stagione lirica 2008: giovedì 28 febbraio alle ore 19.00 (turni A1-A2), domenica 2 marzo alle ore 15.30 (turni B1-B2), mercoledì 5 alle 19.00 (turni E1-E2), sabato 8 alle 15.30 (turni C1-C2) e martedì 11 alle 19.00 (turni D1-D2).

L’opera
Dopo il grande successo di Salome tratta da Oscar Wilde (1905), Richard Strauss nel 1906 si mise alla ricerca di un nuovo soggetto: la scelta cadde su Elektra di Sofocle «riscritta per le scene tedesche da Hugo von Hofmannsthal», che aveva visto a Berlino nel 1903 con la stessa attrice protagonista di Salome, Gertrud Eysoldt. Poeta, drammaturgo e saggista, Hofmannsthal proveniva da una ricca famiglia viennese, era più giovane di Strauss di circa dieci anni e la sua formazione culturale era molto diversa da quella del musicista. Composta tra luglio e settembre 1908, Elektra segna il primo episodio di una collaborazione destinata a produrre alcuni vertici del teatro musicale novecentesco come Der Rosenkavalier (1911), Ariadne auf Naxos (1912), Die Frau ohne Schatten (1919), Die ägyptische Helena (1928) e Arabella (1933).In quest’atto unico, ambientato nella reggia degli Atridi a Micene, si esplora un’ umanità violenta sotto «il cielo misterioso e fatale della Grecia preclassica» (Giulio Confalonieri). Elettra, sorella di Oreste e Cristotemide, è figlia del re di Micene Agamennone, partito per la guerra di Troia. La moglie Clitennestra e il suo amante, Egisto, uccidono a tradimento Agamennone al suo ritorno e fanno esiliare Oreste. Le due figlie, mal tollerate a corte, rappresentano psicologie contrapposte: Crisotemide, timorosa e femminile, vorrebbe continuare a vivere, sposarsi, avere dei figli; Elettra, apparentemente più decisa e audace, è a tal punto spezzata dal dolore da non vedere nella propria vita che la possibilità di vendicare il padre. La loro attesa è interrotta dal falso annuncio della morte di Oreste, il quale invece giunge assieme a un compagno per uccidere la madre indegna e il suo compagno. Compiuta la vendetta, Elettra viene meno dopo una folle danza di gioia.
Hofmannsthal mantiene a grandi linee lo svolgimento della tragedia sofoclea, ma l’interpretazione dei fatti è passata attraverso le recenti acquisizioni psicologiche e letterarie. In particolare Elettra, che come la Brünnhilde di Wagner è un caso di fissazione paterna, si caratterizza per un grado di febbre ed ossessione che non risulta in Sofocle.

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