Verona, 33.000 i visitatori alla Mostra “PITTURA ITALIANA NELLE COLLEZIONI DEL MUSEO PUSHKIN”
PER AGEVOLARE I NUMEROSI VISITATORI DOMENICA 3 FEBBRAIO INGRESSO CON ORARIO PROLUNGATO FINO ALLE ORE 21.00.
Più di 2500 persone hanno visitato nello scorso fine settimana la mostra “Pittura Italiana nelle collezioni del Museo Pushkin” attualmente in corso a Verona nei prestigiosi spazi del Palazzo della Ragione. Giunge così a 33.000 il numero complessivo degli ingressi fino a questo momento. A conferma del successo di pubblico sono inoltre attese - in questi ultimi giorni di apertura (la mostra si concluderà domenica 3 febbraio) - altre 5000 persone già prenotate.
Aperta a Verona nel Palazzo della Ragione, fino al 3 febbraio 2008, la mostra è promossa e realizzata dalla Fondazione Cariverona. Il titolo della mostra dichiara immediatamente le sue caratteristiche: Pittura Italiana nelle collezioni del Museo Pushkin dal Cinquecento al Novecento. La rassegna comprende ottanta dipinti, con alcuni straordinari capolavori.
Dopo una introduzione al Museo, il visitatore è accolto in una prima sezione rinascimentale e manierista, vera e propria antologia della pittura del XVI secolo. Giulio Romano e Bronzino, la cui La Madonna col Bambino e san Giovanni Battista, scelta per l’immagine guida dell’evento, è uno dei suoi massimi capi d’opera, ci immettono nella cultura romana e fiorentina all’ombra di Raffaello e Michelangelo. Questa parte è completata dal ritratto vigoroso di Pierfrancesco di Jacopo Foschi, pittore fiorentino dal colore smaltato e levigato. La pittura della Maniera è rappresentata, tra gli altri, da Lorenzo Lotto, Tintoretto e Paolo Veronese che ricordano Venezia e il suo particolare modo di vivere la crisi, col trionfo del colore e degli squarci di luce che rendono le rappresentazioni monumentali ed evocative.
La pittura barocca di Luca Giordano e il mondo realistico, minuzioso ed elegantemente malinconico di Bernardo Strozzi introducono il Seicento ed una piccola sezione di nature morte di Cristoforo Munari, Carlo Magini e altri. Guercino, Guido Reni e poi Tommaso Savolini e Francesco Trevisani illustrano i caratteri del Seicento bolognese e della grande pittura riformata inizialmente dalle prove quasi visionarie dei Carracci e in seguito dai contrasti luministici dello stesso Guercino. La pittura di genere e i ritratti invitano ad entrare nella cultura artistica del Settecento dove alla Morte di Didone di Tiepolo, delizioso capolavoro, e alla grande pala d’altare di Zugno, firmata però dal suo maestro, lo stesso Tiepolo, corrisponde una straordinaria galleria di vedute, con dipinti bellissimi di Canaletto e Bellotto, Pannini, Guardi e Marieschi.
L’Ottocento italiano è, per la verità, poco rappresentato al Pushkin, ma uno dei celeberrimi fasti napoleonici di Andrea Appiani ci permette di fare il salto del secolo e arrivare al Novecento con due delle opere più belle di Giorgio De Chirico accompagnato, in questa deliziosa sezione finale, da Achille Funi, Gino Severini e Felice Casorati.



















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