ENZO CUCCHI

cucchi1.jpg Museo Correr

8 giugno – 7 ottobre 2007
I Musei Civici Veneziani celebrano al Museo Correr la figura e il lavoro di Enzo Cucchi, artista italiano tra i più significativi del panorama artistico contemporaneo, con una grande mostra monografica.
Attraverso un percorso espositivo attentamente studiato, l’esposizione presenta una selezione di opere e di cicli pittorici realizzati dall’artista dalla fine degli anni settanta a oggi.
Oltre cento tra dipinti e disegni, provenienti da grandi istituzioni museali tra cui il Guggenheim di New York e di Bilbao, il Louisiana Museum for Moderne Kunst di Humlebæk, lo Stedelijk di Amsterdam, il Kunsthaus di Zurigo, il Kunsthalle di Amburgo, il Castello di Rivoli di Torino e molti altri delineano un esaustivo tracciato della sua attività, fin dal debutto ufficiale nell’ambito artistico internazionale, consentendo di apprezzare la straordinaria varietà e ricchezza della sua opera.


ENZO CUCCHI - l’opera

Cos’è che abita il sogno di Enzo Cucchi? La realtà.
E se un asino vola o un treno diventa il ramo di un albero per poi tornare a essere un treno, se un orecchio appare in un campo di grano, grande, solitario, staccato, tutto questo non appartiene a un pensiero allucinato, mistico o folle.
L’occhio profondo dell’artista immette nelle sue storie presenze e corpi sottratti al mondo reale, li mostra come fossero rivelazioni, con la semplice necessità di presentare immagini.
Enzo Cucchi guarda avidamente, consuma la tensione degli oggetti fisici e l’amplifica attraverso le loro stesse forme che, dilatate, diventano apparenze di un universo diverso. I suoi segni, i suoi colori acquistano vita attraverso un tempo che non si è mai fermato e che si ripete nell’iperbole delle prospettive e della storia. Sulla superficie delle sue tele, che scintilla di una luce concreta e insieme metafisica, brulicano forme ed esseri trattenuti nei contorni delle linee, dove il disegno anima dal profondo la materia.
Disegno e pittura sono tecniche che non subiscono la logica delle gerarchie, così come la scultura è parte di una visione ampia che stringe in una sola rappresentazione l’originale intuizione di Cucchi, in una fugace ma salda appropriazione del vero.

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