“Il teatro comico” di Carlo Goldoni al Teatro Goldoni di Venezia

dal 19 al 13 dicembre 2007 al Teatro Goldoni

teatrocomicogoldoni.jpgNell’anno del tricentenario dalla nascita di Carlo Goldoni, Il Teatro Stabile di Bolzano e la Biennale di Venezia presentano Il Teatro comico, la commedia manifesto della riforma teatrale goldoniana, testo illuminante sulla poetica della nuova commedia di carattere e sul mestiere degli attori, una sorta di prefazione del grande autore veneziano al programma delle 16 commedie nuove composte per la stagione 1750-1751 per il pubblico del Teatro S.Angelo.

“Questa, ch’io intitolo Il Teatro Comico, piuttosto che una Commedia, prefazione può dirsi alle mie Commedie”. Così Carlo Goldoni (Venezia 1707 – Parigi 1793), presentò la commedia in tre atti in prosa scritta a Venezia nel 1750 e rappresentata per la prima volta a Milano nell’estate dello stesso anno. In quegli anni Goldoni ha già cominciato a sconcertare e affascinare il pubblico veneziano con il suo teatro così nuovo e moderno. Il risultato è sorprendentemente moderno, un testo di “teatro nel teatro”: presenta infatti gli attori della compagnia guidata da Girolamo Medebac (della quale Goldoni fu dal 1748 al 1753 drammaturgo stabile). Grazie a questa raffinata messa in scena metateatrale Goldoni difende appassionatamente la propria filosofia drammaturgica, e da’ vita allo stesso tempo ad un vero gioiello che ci permette di spiare dal buco della serratura il backstage di una compagnia veneziana del ‘700 nel momento delle tensioni creative.

Per affrontare la sua sesta avventura registica goldoniana, Marco Bernardi, ha voluto ricostruire la compagnia che ha lavorato con lo Stabile di Bolzano nella fortunata edizione de “La Locandiera”. Compagnia guidata da Patrizia Milani, Carlo Simoni e dal veneziano Alvise Battain. Un gruppo di attori che ha ormai maturato una specifica esperienza stilistica in rapporto alle caratteristiche strutturali della drammaturgia goldoniana e che il regista e direttore del Teatro Stabile di Bolzano ha messo alla prova, come evidenziato da Guido Davico Bonino, con una “tra le più assennate (o persino sofferte) creazioni-riflessioni goldoniane”.

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