ABU GHRAIB. ABUSO DI POTERE: Opere su carta di Susan Crile a Palazzo Mocenigo
17 novembre 2007 - 6 gennaio 2008
Museo di Palazzo Mocenigo – Androne al piano terra
Ventinove opere su carta di Susan Crile, artista statunitense, ispirate dall’orrore delle foto scattate nel carcere iracheno di Abu Ghraib nel 2004.
Immagini impeccabili, a un tempo durissime e lievi, che sapientemente ribaltano le intenzioni di chi aveva scattato quelle foto: non trofei di vittoria ma inqualificabili prove di brutalità, non degrado nelle vittime, ma dolente umanità.
Susan Crile si era già imbattuta, nel suo percorso artistico, con le conseguenze della guerra: i suoi apocalittici Fires of War , realizzati dopo un viaggio di dieci giorni nelle zone del conflitto iracheno del 1991, restituivano panorami infuocati e sterili, allucinati, senza senso.
Ora, di nuovo, la guerra. Questa volta l’ insopportabile disgusto svelato al mondo intero dalle immagini dell’inferno di Abu Ghraib.
È perfetto, dal punto di vista formale, il lavoro di Susan, con quell’uso sapiente del gesso, dei diafani bianchi per le vittime, di colori saturi e opachi per i carnefici, con quell’essenzialità e maestria del segno, con quei monocromi dai contrasti drammaticamente eloquenti.
E potentemente capaci di evocare una partecipazione emotiva profonda, nel ritrovare in quei dipinti - evidenti, e palesemente richiamate - le foto di Abu Ghraib.
Le foto, come ricorda lei stessa in catalogo, sono documenti, sono prove. E, quel che è peggio, sono state scattate per dimostrare la sopraffazione e la violenza come valori positivi, l’umiliazione della vittima come segno di vittoria.




















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