Laurent Royer in mostra alla Biblioteca della Fondazione Cini

laurent-royer-ciniFino al 28 febbraio 2010
Nuova Manica Lunga, Biblioteca Fondazione Cini

La Nuova Manica Lunga della Biblioteca Giorgio Cini è appena stata aperta dopo un lungo restauro e già ci delizia con una Mostra all’insegna della valorizzazione dell’arte contemporanea. Sono infatti esposte dal 5 dicembre, in quest’area della Fondazione, le opere di Laurent Royer, donate dalla famiglia alla Cini dopo la scomparsa del giovane artista all’età di soli 26 anni.
Le opere scelte per l’esposizione offrono a studiosi e frequentatori della rinnovata biblioteca un momento di riflessione, una pausa di “contemplazione” da alternare allo studio e ben rappresentano il percorso artistico di Royer.
nuova-manica-lunga-biblioteca-ciniGli esordi, caratterizzati da  una sensibilità materica di matrice informale controllata da una ritmica cromatica di raffi nate tessiture, sono vicini  all’astrazione lirica delle morbide stesure “à-plats” di Olivier Debré, artista, tra i maggiori protagonisti dell’Astrazione francese, che svolse un ruolo fondamentale nell’orientamento stilistico di Royer.
Nella fase immediatamente successiva, rappresentata dagli oli su tela Cri de l’ être (1989) e Traces (1989, la ricerca si fa più intimista e drammatica,  manifestandosi in una  espressione astratta e gestuale, più vicina alle pulsioni disgreganti della materia dell’arte astratta-informale francese.
Dell’importante ciclo La face du monde (1991-1992) ci sono pervenuti quattro esemplari, due di grandi dimensioni e due prove, accompagnati dai versi del pittore.
Sempre ai primi anni Novanta risalgono alcuni lavori realizzati utilizzando la leggera e raffinata carta nepalese, con largo uso del collage. L’artista sembra privilegiare il colore blu, il colore dello spirito. Quanto più il blu diviene profondo, tanto più invita l’uomo verso l’infinito. Royer dipinge di blu alcuni frammenti di carta nepalese su cui poi interviene manica-lunga-biblioteca-cini2con l’inchiostro nero a tracciare veloci segni che ricordano misteriosi ideogrammi. Sul blu dello spirito si sovrappongono delle zone scure e impenetrabili.
L’artista sembra utilizzare il nero anche per il suo valore “strutturale”. Del gruppo fa parte la sintetica  rappresentazione della Crocifissione di Cristo (1993), risolta con pochi e veloci segni neri, capace però di trasmettere una forte emozione spirituale, come sottolinea l’artista: “Ma démarche de peintre n’a pas de clivages, elle tend simplement à retenir l’émotion, l’âme des choses: l’essence de tout et de moimême… L’émotion est la réalité profonde, spirituelle de ma peinture.” TD

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2 commenti »

  1. Avete sbagliato nel togliere la possibilità di Facebook sharing.
    Era un servizio cha faceva comodo, especialmente alle manifestazioni promosse.
    Un atto di futile meschinità.
    Cordialmente.
    Alvise B.

    Commento by Alvise Bovo — 4 gennaio 2010 @

  2. C’è ancora il facebooksharing!!!

    Commento by Tania — 4 gennaio 2010 @

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