Una collezione tutta da scoprire: il Museo di Arte Orientale a Ca’ Pesaro.

kosode.jpgSe avete occasione di passare per Venezia non perdetevi il piccolo ma fornitissimo Museo di Arte Orientale che merita una visita approfondita. Vi consiglio di visitarlo con una Guida perchè l’enorme quantità di materiale non può venire compreso nella sua completezza senza un’adeguata spiegazione. La collezione risale agli ultimi decenni del XIX secolo, quando Enrico di Borbone, conte di Bardi, durante il suo viaggio in Asia riunì circa 30000 pezzi. Questi furono sistemati in un primo momento a Palazzo Vendramin Calergi, oggi sede del Casinò, dove risiedeva e dove volle inoltre che fosse allestita un’esposizione permanente. A conclusione della prima guerra mondiale la raccolta venne riconosciuta al governo italiano in conto riparazione danni di guerra. Dal 1928 per una convenzione tra Stato e Comune di Venezia è ospitata a Cà Pesaro. Lo stato ha acquistato, per il futuro definitivo allestimento del Museo, Palazzo Marcello, sul Canal Grande, dove potrà trovare adeguata sistemazione anche quanto è ora custodito nei depositi. 
Il Museo comprende la maggior parte degli strumenti necessari all’esecuzione dei principali portantina.jpggeneri di musica tradizionale giapponese, una spettacolare Onna norimono, portantina per dama giapponese risalente al XIXsec, una notevole collezione di lacche giapponesi, in cui troverete tra l’altro i kai-oke contenitori di conchiglie dipinte. La tradizione vuole che fin dall’anno 1000 d.C.i kai-oke venissero regalati agli sposi: ogni coppia di conchiglie ha lo stesso disegno all’interno e il gioco consiste nel metterle coperte per terra in ordine sparso e sollevandone 2 a turno ritrovare la coppia con lo stesso disegno, come il memory dei giorni nostri.
Notevole è anche la stanza dove sono visibili a rotazione esemplari della più vasta raccolta di kosode, abiti giapponesi per dame, del periodo Edo che il museo possiede. Gli abiti, tutti restaurati, sono tenuti in deposito per motivi di conservazione e mancanza di spazio espositivo. Alle pareti della stessa stanza dipinti della scuola ukiyoe che significa pittura del “mondo fluttuante”,tra cui anche alcuni di Hokusai.
Naturalmente anche la raccolta di ceramiche giapponesi e cinesi merita la visita.

Tania Danieli

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